Lunetta, come la Luce e l’Ombra

Prossime date:

14 Settembre 2018 @ Casa del Gelato h. 18:30

29 Settembre 2018 @ Libreria Punta la Luna h. 11

30 Settembre 2018 @ Obyart Studio Multifunzionale h. 16

Tutto ha inizio in una torre, dove Lunetta, la protagonista della nostra storia, incontra il Cavalier Blu Cobalto. I due condividono qualcosa di molto prezioso, un amore strano, contrastato, fatto di ombre e luci, di silenzi e di piccoli delicati accenni.
Attraverso avventure straordinarie, buffi incontri e maestri stravaganti, Lunetta si troverà compiere un viaggio di iniziazione che la porterà a ritrovarsi.
In questo percorso onirico e di guarigione, il tempo e le stagioni sono quelli del cuore ed è l’anima con i suoi balzi ad indicarne la strada.
Attraverso tenerezza e passione, leggerezza e ironia, dolore e profondità, il racconto svela la paura che hanno spesso i grandi di amare e affronta la tematica del riconoscimento di sé e dell’altro.

 Lunetta, come la Luce e l’Ombra è un racconto di invenzione in stile epico cavalleresco, ambientato a metà tra sogno e realtà. La storia, che si snoda sfogliando un grande libro di collage viene narrata, danzata e cantata da una sola attrice in scena e narra di una creatura fatata, Lunetta.
Il progetto di Lunetta consiste di due racconti la cui messa in scena ha una durata di 45 minuti l’uno, e la possibilità di essere portati in scena separatamente in momenti diversi.
Godono anche del supporto visivo di questo “grande libro speciale” creato a mano dall’autrice e interprete Miriam Giudice, in modo da facilitare la comprensione della narrazione attraverso le immagini.

Note tecniche

Spazio 4×4 m
Durata 45 minuti
Replicabile in spazi aperti e chiusi
Età 6 ai 12 anni

Note al progetto

Lunetta come la Luce e l’Ombra

Lunetta è un racconto di invenzione in stile epico cavalleresco, ambientato a metà tra sogno e realtà. La storia, che si snoda sfogliando un grande libro di collage viene narrata, danzata e cantata da una sola attrice in scena e narra di una creatura fatata, Lunetta.
Il progetto di Lunetta consiste di due racconti la cui messa in scena ha una durata di 45 minuti l’uno, e la possibilità di essere portati in scena separatamente in momenti diversi.
Godono anche del supporto visivo di questo “grande libro speciale” creato a mano dall’autrice e interprete Miriam Giudice, in modo da facilitare la comprensione della narrazione attraverso le immagini.

Nel primo racconto si narra di un amore speciale e contrastato, fatto di ombre e luci, di silenzi e di piccoli delicati gesti, tra Lunetta, la protagonista della storia e il Cavalier Blu Cobalto. Un amore che in quel momento non è corrisposto tanto che Lunetta deciderà di partire per il Grande Viaggio. Nel secondo racconto, attraverso avventure straordinarie, buffi incontri e maestri stravaganti, Lunetta si troverà compiere un viaggio di iniziazione che la porterà a ritrovarsi. In questo percorso onirico e di guarigione, il tempo e le stagioni sono quelli del cuore ed è l’anima con i suoi balzi ad indicarne la strada. Attraverso tenerezza e passione, leggerezza e ironia, dolore e profondità,  il racconto svela la paura che hanno spesso i grandi di amare e affronta la tematica del riconoscimento di sé e dell’altro.

Tema principale
Questo racconto a episodi è stato ispirato da una storia vera e narra di un amore difficile. Come spesso succede anche nella realtà. E’ adatto ai ragazzi dagli 6 ai 12 anni e ad un pubblico adulto. Il lavoro è centrato sul tema dell’intimità e pone questi interrogativi:
Quando siamo davvero intimi con noi stessi? Quando e dove sono davvero a casa?
Queste le domande che hanno guidato il mio scrivere e oso rispondere:
quando posso essere davvero onesto con me stesso e con gli altri, limpido e libero da qualsiasi strategia. La vera intimità si scopre quando ci si sente a casa nel cuore.
“Del resto ognuno di noi vuole essere riconosciuto e amato per quello che è” si narra ad un certo punto del racconto.
Nel caso di Lunetta, la vera intimità lei la scopre all’interno della sua stanza nella torre, alla finestra in questo rapporto tra dentro e fuori, nel silenzio della sua stanza a contatto con il cielo, la Luna, le stelle, gli alberi, gli insetti. Nel rapporto con Blu Cobalto, con il fantasma, con i sogni, dentro la realtà con tutti i suoi segni e simboli, in dialogo costante tra il mondo reale e il mondo sottile.

Tematiche correlate
I principali temi affrontati nel racconto sono l’amore, il rapporto con l’anima e il cuore, la solitudine, il viaggio, la tristezza, il silenzio,  il riconoscimento di sé, il sogno, l’attesa, l’amicizia, il rapporto con la natura e i suoi elementi.

Obbiettivi

La narrazione
Uno degli obbiettivi principali che si pone il mio lavoro è quello di recuperare il rapporto con la narrazione da due punti di vista principali. Il primo è la presenza fisica di un narratore che racconta e crea delle immagini attraverso l’uso della parola, di oggetti, della musica, del canto e del movimento. E questo avvia inconsapevolmente nel bambino un processo di identificazione con il materiale narrato. Il secondo è quella di creare un ponte con la tradizione orale e una conseguente ripulitura o alternativa al mezzo audiovisivo, per far emergere nel pensiero e nell’immaginario del piccolo spettatore, attraverso un’elaborazione mentale e fisica propria del momento teatrale, i significati intrinseci alla storia.

Il linguaggio
La scelta  di un linguaggio poetico e fiabesco nasce innanzitutto dall’ispirazione che mi ha guidato a scriverlo proprio in quel modo lì e da un lavoro sulla parola poetica che, da alcuni anni, caratterizza tutta la mia ricerca artistica. Questo fornisce al racconto un registro aulico e contemporaneo al tempo stesso,offrendo la possibilità di trattare i temi difficili della vita con una certa levatura, sollevandoli dal loro peso, che in modo più realistico graverebbe sulla comprensione. Inoltre la proposta di un lessico alto, rende possibile l’incontro con termini di uso non quotidiano, garantendo ugualmente a grandi e piccini l’immedesimazione nella storia e l’arricchimento del proprio vocabolario.

Linguaggi scenici utilizzati
La commistione di linguaggi è un altro dei tratti fondamentali che caratterizza la mia ricerca performativa. Credo fermamente che non ci sia un’unica forma, un unico sembiante con cui le cose possono essere mostrate. Ci sono più linguaggi che usati insieme scandiscono il ritmo della narrazione e conferiscono alla messa in scena un panorama originale e di continua scoperta.

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